31 luglio

Quando l’architettura temporanea incontra il game design

Io, come già sapete, mi occupo di architettura e design, mentre Augusto si occupa, tra le altre cose di giochi urbani.
Se si uniscono queste due cose, va a finire che ci ritroviamo a partecipare a quello che è considerato un Campionato del Mondo di gioco e trasformazione urbana, e magari tra le altre cose, ci capita anche di vincerlo!

Torniamo oggi da un’esperienza incredibile, che unisce proprio queste due cose, e in più ci mette il fatto di creare qualcosa per la città, che sia capace di far vivere alle persone un’esperienza, un gioco…perché giocare fa bene, sempre, ad ogni età!

72 Hours interactions è il nome della manifestazione organizzata da 72 hours urban action,  Invisible Playground e Urbane Künste Ruhr che ha visto 5 team da 12 persone provenienti da tutto il mondo sfidarsi con abilità costruttive e creatività per realizzare un’ architettura temporanea per la città di Witten.

Il mio team,  gli Herdecke Sawhorses, è stato quanto di meglio io potessi immaginare per un gruppo di lavoro!

Grazie quindi a :

Marcus Boinet (FR), Charlotte Thon (FR), Mariateresa Paolicelli (IT), Matteo Uguzzoni (IT), Augusto Pirovano (IT), Claudio Pesoli (IT), Marie Sammet (DE), Jirka Wolff (DE), Angelika Weissheim (DE), Mathias Wunderlich (DE), Jason Corace (US)

Ogni team ha avuto una missione da svolgere, la nostra era: ” Create un luogo per ricordare il futuro”.
Non così semplice direi!
72 ore di tempo per progettare, ideare, costruire e assemblare la nostra idea, un’interazione tra architettura e gioco urbano, in modo che le persone del vicinato potessero utilizzare la struttura, in modo che i bambini potessero giocarvi.

Ecco la planimetria del progetto: una piazza con un grande monumento un po’ defilato per i cambiamenti temporali, e un passaggio, percorso ogni giorno da molte persone. Di fianco un parcheggio e una ricicleria. Nessuna attrattiva, nessun motivo per fermarsi e sostare in quel luogo.

L’idea era proporre un gioco integrato in un’architettura temporanea, che fosse anche un percorso, spezzato in due come suggerivano i confini del lotto di progetto. Libertà dunque di interazione con la struttura, libertà di tirare dritto e andare per la propria strada.
Il percorso è stato concepito come un itinerario  nelle varie fasi della vita, dall’infanzia alla vecchiaia, passando per adolescenza ed età adulta.
L’architettura scandisce le tappe, e si trasforma nello spazio, creando prima uno scivolo per i più piccoli, fino ad un tavolo da lavoro o a una panchina per riposare.

Ma come si gioca?
Semplice, è una gara tra due giocatori.
Si parte agli estremi del percorso, si suona un campanello e si seguono le tracce per terra e sulla struttura, che indicano dei passi, dei salti, delle mani da appoggiare, delle direzioni da prendere. Ad un certo punto del percorso ci si incontrerà, e allora ci sarà da districarsi, da incastrarsi, da aggrovigliarsi…da ridere insomma!

Chi vince? chi arriva per primo dall’altra parte.

I passi e le mani seguono la logica temporale delle fasi della vita, e ricalcano concettualmente delle posizioni familiari; ti troverai quindi a gattonare, a camminare all’indietro, a sederti, o passare sotto ad un ostacolo.

La cosa più bella di tutto questo? Senza dubbio la gente, il gruppo, non solo il mio, ma anche gli altri team, ma anche le persone che si sono divertite nel mettersi in gioco, quelle stupite, quelle che hanno creduto in questa impresa e che hanno fatto in modo che diventasse realtà.

Siamo tornati a casa con una carica incredibile addosso, pensando di aver lasciato un segno e perché no, di poterlo un giorno ripetere.

28 maggio

Una cameretta per tre ragazze: 10mq per dormire, studiare e giocare

Non stavamo più nella pelle per questa cameretta: l’abbiamo pensata, progettata, ripensata insieme a Raffaella e le sue bimbe, abbiamo scelto i colori, abbiamo atteso, e adesso eccola realizzata!
Ho assistito al montaggio, ieri mattina, e sono arrivata munita di macchina fotografica, proprio per fare un degno reportage di questa realizzazione.
Igor e i suoi sono stati velocissimi, e poco dopo l’ora di pranzo il lavoro era terminato.

Molto soddisfatti!

L’armadiatura a tutta altezza è stata pensata con parti apribili con ante e parti a giorno, e anche dietro il letto abbiamo pensato di sfruttare lo spazio con dei vani con apertura a ribalta per contenere coperte e cuscini.
Il letto a castello a tre posti risolve il problema del poco spazio con un letto ad estrazione, che deve essere posizionato lungo l’altra parete, dove sono presenti le scrivanie.
A tal proposito le scrivanie sono state pensate per essere richiudibili, per essere utilizzate solo alla necessità e per il resto risparmiare spazio.  Qui altri dettagli della cameretta, battezzata Masuva‘, in onore di Matilde, Susanna e Valentina.

Letto a castello a 3 posti e armadiatura a muro

Ecco una foto del letto a castello con doghe e della parte retro con il comodino e il vano contenitore a ribalta

Alcuni dettagli dell’armadio

Libreria con scrivanie ribaltabili integrate

Un dettaglio sui colori

Le scrivanie si bloccano grazie a dei pannelli posti sotto i piani, incernierati alla struttura.

Le fasi di montaggio sono state eseguite in modo veloce e preciso, e tutto è stato reso sicuro e affrancato alla parete con i moduli collegati tra di loro.

Foto di montaggio – Igor Leccese e i suoi collaboratori all’opera, veloci e precisi come sempre!

La sorpresa più bella è stato il rientro improvviso delle bimbe, e le loro facce piene di gioia per il loro nuovo spazio, tutto da vivere e sistemare a modo loro.

Susanna, Valentina e Matilde…ecco la vostra cameretta!

Un’altra foto per il blog sul vostro nuovo letto a castello!

Anche tu stai cercando camerette per ragazze pensate per ottimizzare lo spazio a disposizione?
Contattaci e la progetteremo insieme!

14 maggio

Una cucina su misura: 4 buoni motivi per sceglierne una

Forse di tutte le tipologie di arredo, la cucina è quella che più deve fare i conti con i vincoli dello spazio, e per questo scegliere una cucina su misura può essere un gran vantaggio per avere un buon risultato.

Siamo di fronte a vincoli riguardanti gli impianti, che purtroppo molto spesso vengono installati senza pensare a quale sarà la nostra idea di cucina, e che ci influenzeranno per la realizzazione e la posizione degli elettrodomestici.
Su questi ultimi poi, siamo di fronte a misure standard, il classico 60x60cm che vincola la nostra mente da ormai troppo tempo.

Una cucina su misura può e deve tenere conto di queste cose, ma ha il vantaggio che dove se ne ha l’occasione ci si può svincolare dagli schemi e pensare a ciò che è più giusto per noi, per la nostra statura, per le nostre abitudini, per il nostro modo di vivere lo spazio.

1 – PROFONDITÀ

La profondità standard è 60cm. Perché? perché gli elettrodomestici sono 60cm e perchè la nostra mano arriva perfettamente a 60cm in avanti. Ma volendo arriva anche oltre. E allora sarebbe bello slegarsi da questo dato, e pensare dove è possibile di progettare cucine con profondità di 62,65, 70 e, perchè no, 80cm! Avremmo tutto il piano di lavoro a disposizione e tutti gli attrezzi necessari sul fondo, in una fascia attrezzata, dove creare contenitori, porta mestoli, vaschette per scolare i piatti, vasi dove coltivare le erbe, etc.

Linea pulita e semplice: creazione di una fascia attrezzata dietro al piano di lavoro.

Più profondità e creazione di una fascia attrezzata.

2 – SVILUPPO IN ALTEZZA

Le cucine solitamente si compongono di parte bassa, per gli elettrodomestici, e parte alta, con pensili dispensa e contenitori.
In alcune case l’altezza permette di sviluppare vani al di sopra di ciò che siamo abituati a comprare: una cucina su misura può prevedere che i mobili vadano fino al soffitto, aumentando la capacità e permettendoci di sfruttare al meglio lo spazio.

Una cucina pensata per sfruttare la parete fino in alto, e creare un gioco di volumi che si incastrano.

3 – ERGONOMIA

Ognuno di noi è diverso, e per questo ha bisogno, per lavorare comodamente, di altezze diverse, di attrezzature diverse e quant’altro. Una cucina su misura tiene conto di questo: i mobili non vengono presi da un negozio e portati a casa vostra, ma creati appositamente per voi, e quindi studiati sulla fisionomia e sulle vostre abitudini. Un cliente è soddisfatto quando riesce ad usare ciò che ha comprato con comodità.
Questa è la via per uno sviluppo di cucine per persone con ridotta capacità motoria, che non si limita a riadattare moduli esistenti con qualche accorgimento, ma che si inventa da zero il mobile più adatto.

Questa cucina nasce in un ambiente molto piccolo: la parte centrale è servita da mensole, di più facile utilizzo della cliente.

4 – DIVERTIMENTO

Se scegli una cucina su misura, puoi farla come vuoi tu!
Sembra una banalità, ma è una cosa che prima non c’era, e che viene creata man mano che tu ci  metti le idee.
Ci si limita spesso a dire “ voglio una cucina come quella”, indicando l’ennesima cucina bianca e ultra pulita vista su una rivista di architettura.
Non si valutano invece le potenzialità del fatto di creare una cosa da zero: i materiali, la forma, i colori…tutto potrebbe parlare di noi, se solo lo volessimo!

Una cucina su misura può essere personalizzata per forma, finiture, dettagli che fanno la differenza. In questa immagine è stata utilizzata come suggestione per una carta da parati un disegno di Fornasetti.

E voi? come immaginereste la vostra cucina dei sogni?Avete mai pensato a progettarla su di voi?

22 aprile

Fuorisalone Lambrate: 5 cose meravigliose che non dovevate perdervi quest’anno

Quest’anno il mio giro al fuorisalone Lambrate è stato decisamente breve e frugale, ma sono riuscita comunque a farmi catturare da alcune esposizioni, più o meno piccole, più o meno conosciute, che in qualche modo entrano nel mio modo di pensare al design.
Passeggiando per Lambrate, in uno degli spazi allestiti per l’occasione, ecco che scorgo Giulio. Mi avvicino a lui, lo saluto contenta di rivederlo dopo un paio di anni, e mi faccio spiegare cosa fa adesso. Fa parte di un gruppo che si chiama Wood-Skin, che ha messo a punto un materiale che a vederlo sembra una coperta di legno, che mi ha intrigato, stuzzicato e che non vedo l’ora di poter utilizzare per qualche progetto. Dietro a quest’idea c’è un mondo, e delle persone dinamiche e creative e la volontà di mettersi in gioco.



Saluto Giulio e proseguo il mio giro.

Arrivata in una grande area, un ex capannone industriale, ci sono molte realtà intorno; in fondo sulla sinistra mi sembra di scorgere dei libricini con dei disegni molto particolari, ma solo quando mi avvicino capisco che non sono libri, ma piastrelle!
Sogno all’istante di fare l’intera parete della mia cucina con quelle ceramiche, così fini e ironiche, con quei disegni che ti raccontano una storia.
Si chiama StoryTiles by Marga van Oers, e viene dall’Olanda. La semplicità di un disegno porta la mente ad elaborare storie, ci allena alla fantasia.

Avrei voluto comprare l’intero stand, ma sono andata avanti col mio giro, e altro giro, altre persone che fanno parte del passato, questa volta di Augusto.
Amici in Brasile, molti anni fa, eccoli qui al Salone del Mobile 2014 a presentare una collezione di gioielli fatti interamente in legno, con geometrie pulite e definite tagliate al laser, qualcosa di semplice e unico, come Mr. Nico.
Appena dopo le collane scorgo una meraviglia: un teatrino fatto in legno con i personaggi disegnati e tutta una poesia che mi fa pensare all’importanza delle cose semplici nella nostra vita, a quanto oggi si perda tempo con inutili produzioni, quando basterebbe così poco.



Ci spingiamo verso il Lambretto, dopo pranzo, tappa obbligata e un po’ nostalgica che mi riporta indietro al mio lavoro da Ruatti Studio Architetti.

All’interno tante cose, forse troppe, tra design e provocazione, tra istallazione e stupore.
A me, che sono per le cose vere, e un po’ romantiche, capita di venire catturata da questi laboriosi personaggi che dietro al loro bancone, con elegante perizia, confezionano biscotti.
Ma non sono biscotti normali, al loro interno viene racchiuso un segreto!
Firmo un contratto con la Secret Cookie Factory e scrivo il mio segreto. Mi ci vogliono 20 minuti, perchè evidentemente non ho molti segreti, ma poi uno mi viene in mente.
Una catena di montaggio a dir poco perfetta mi porta ad avere in mano il mio dolcetto, con un ripieno di segreti di chissà chi. Delizioso, come il messaggio al suo interno!




La stanchezza si fa sentire, e dopo aver curiosato tra gli stand di giapponesi e svedesi, mi sposto in via Rombon, fuori dal cuore pulsante del design, dove si trova il mio vecchio studio, che per l’occasione espone in tutto il loro splendore le chitarre Noah, quelle che ormai gli americani ci invidiano. Ritrovo con piacere le persone, i luoghi e i sapori, visto il buon sidro trentino che mi viene offerto.
A sinistra del piazzale c’è un piccolo negozio, allestito per l’occasione.
All’interno NORDIKeast con le sue nuove proposte:  di loro abbiamo già parlato, ma stavolta oltre ai tappeti, trovo accessori per la casa, abiti, idee nuove per tessuti, e chi più ne ha più ne metta!
In un anno la ricerca è andata avanti, e le applicazioni sono diventate molteplici.

La mia giornata finisce qui in quel di Lambrate, più leggera di come è cominciata, forse per le idee, forse per il sidro…di sicuro per la gente.

 

Credits: immagine di copertina relativa alla mostra “Timescapes” – Logotel – www.logotel.it

4 aprile

I tappeti persiani moderni si chiamano NORDIKeast


Ho scoperto NORDIKeast un annetto fa, girovagando per Lambrate, durante la settimana del Salone del Mobile.
Ero curiosa di vedere il nuovo progetto che nasce dallo stesso luogo dove ho iniziato il mio percorso come professionista.
Silvia Cesaroni e Maria Ruatti sono le menti che lo hanno ideato: l’esperienza e la delicatezza di una architetto come ce ne sono pochi, e la creatività di una giovane studentessa quale io la ricordo, che cresce anche professionalmente.

Mi sono sentita da subito coinvolta per questa loro nuova idea, e ho potuto ascoltare da loro stesse ciò che le ha spinte su questa strada: un’ispirazione di matrice tradizionale, come quella dei tappeti persiani, con le loro decorazioni, le loro geometrie che si fondono con il concetto opposto, ossia il rigore delle tonalità fredde e di un tessuto radicato nel freddo nord.

La semplicità a volte riesce a dare completezza.

Il feltro di lana viene lavorato quasi come fosse intagliato, e al di sotto lascia intravedere il motivo decorativo, che fa da sfondo.
Mi sono accorta fin da subito quanto questi tappeti potessero essere delicati, nelle piccole asimmetrie, nella scelta delle geometrie e degli accostamenti cromatici; ho pensato subito ad altre possibili applicazioni, come ad esempio pannelli per delle ante, oppure come divisori o ancora per disegnare tessuti.

NORDIKeast sarà anche quest’anno al Salone del mobile con delle novità. Non mancherò di andare a curiosare!

i tappeti persiani moderni si chiamano NORDIKeast

 

 

19 marzo

Pareti attrezzate moderne: dividere gli ambienti in modo armonico

Quando ci troviamo a dover arredare un salotto, ci sono molti interrogativi che affiorano alla mente: dove posizioniamo il divano? e la tv? quanto sarà grande? dove sistemiamo libri e oggetti vari? ci sta un tavolo da pranzo?
Potremmo andare avanti all’infinito su quelle che sono le esigenze di ciascuno nella zona più utilizzata e vissuta della casa.
Una delle cose più difficili è creare un’unità armonica dello spazio, poichè si rischia spesso di creare una sequenza di oggetti che a noi piacciono, ma che sono totalmente slegati gli uni dagli altri.

A tal proposito ci è capitato, grazie ad una collaborazione con lo studio di architettura Gl2O di Milano,  di dover pensare all’arredamento per un grande soggiorno adiacente ad altri due ambienti piuttosto grandi: la cucina e la sala proiezione.
Abbiamo così pensato a delle pareti attrezzate moderne, dai volumi definiti, capaci di creare il giusto bilanciamento tra pieni e vuoti, tra ciò che si vede e ciò che è nascosto. Le pareti dividono così gli ambienti e al tempo stesso li collegano tramite delle grandi porte scorrevoli.

Tutti gli ambienti risultano così armonizzati, e creano una base neutra per poter scatenare la fantasia di ognuno tramite la scelta di oggetti, luci, ricordi e quadri.

Altre immagini di questi arredi su misura sono nella nostra galleria di realizzazioni.

13 marzo

Camerette ragazze : 10mq per 3 sorelle

Come tutti sanno, i figli crescono, e con loro cambiano anche le relative esigenze.
Dai giochi si passa ad aver bisogno di spazio dove poter studiare, e le cose si fanno ancora più complicate quando si deve condividere lo spazio tra sorelle.
Sulla rete si trovano moltissimi spunti per la realizzazione di camerette: ragazze di diversa età hanno però bisogno di cose diverse, e spesso il poco spazio a disposizione non permette molta flessibilità. Bisogna quindi progettare ogni situazione ad hoc, per le diverse esigenze.

Questo è il caso della cameretta di Matilde, Susanna e Valentina, rispettivamente 10, 9 e 4 anni, che si trovano a dover condividere giochi e libri scolastici, in un spazio molto ristretto.
Ci è stato chiesto di creare un’armadio su misura che faccia anche da comodino, e di pensare ad un letto a castello per 3 posti, con quello più in basso ad estrazione.

Ecco alcune idee di come verrà realizzata l’armadiatura:

Camerette ragazze: letto a castello e armadiatura-comodino a blocchi separabili in legno naturale

Dall’altra parte c’era l’esigenza di organizzare delle scrivanie, ma visto lo spazio a disposizione, l’unica cosa possibile è stata la sistemazione di scrivanie a ribalta, che vengono chiuse quando non utilizzate.
Un esempio di come potrebbero venire realizzate è questo:

Parete attrezzata con scrivanie ribaltabili

Il progetto è in fase di sviluppo, e stiamo ancora studiando i materiali più adatti: sicuramente legno naturale, senza emissione di sostanze tossiche, e inserti colorati con vernici all’acqua.

Alcune realizzazioni molto interessanti di camerette sono quelle di N8, con cui collaboriamo per alcuni dei nostri progetti. Molto interessanti le composizioni, studiate su misura e realizzate con la partecipazione degli stessi bambini.

Hai una cameretta da ripensare in vista del futuro? Contattaci, iniziamo a studiarla insieme, su misura per le tue esigenze!

Camerette progettate e realizzate da N8

 

3 marzo

Okapì e Woodville: progettare ecosostenibile

L’importanza di utilizzare materiali ecosostenibili, e di non sprecare risorse preziose, è uno dei temi che ci accompagna in tutti i nostri progetti.
Un fattore che molti sottovalutano è che i materiali che vengono utilizzati per la realizzazione degli arredi spesso contengono sostanze volatili che contribuiscono a creare un inquinamento dell’aria degli ambienti in cui abitiamo, ed abbassarne il comfort.

Quello che consigliamo per i nostri mobili su misura è l’impiego di un legno trattato ed incollato con sistemi privi di sostanze ureiche o fenoliche e con l’ assenza di formaldeide, sostanza pericolosa per la salute dell’uomo.
Utilizziamo sistemi in cui ci sia un risparmio sostanziale dell’impiego del legno come risorsa preziosa, e promuoviamo un materiale durevole, estremamente flessibile e riciclabile come l’alluminio; una struttura così concepita è molto più leggera di una costruita interamente in legno, e permette un maggiore potenziamento dello spazio. Inoltre da la possibilità di riutilizzarla in un secondo tempo, riadattandone le dimensioni al millimetro per le mutate esigenze.

Negli ultimi mesi abbiamo consolidato la collaborazione con una realtà che si occupa della progettazione e realizzazione di case a basso impatto ambientale: Woodville.
Con loro stiamo progettando una linea di arredo che sia particolarmente attenta ai temi dell’ecosostenibilità, nonchè avviando una vero e proprio studio sulle tipologie abitative, per proporre e promuovere sempre di più il sistema costruttivo in legno.
Abbiamo recentemente affrontato insieme la progettazione di alcune tipologie di ville, in cui vengono applicati quei principi imprescindibili dell’architettura ecosostenibile: orientamento dell’edificio, soleggiamento, tetto giardino, risparmio energetico, utilizzo materiali locali, etc.
Dall’involucro, dunque, all’interno della vostra casa: sarà curata in modo particolare la parte impiantistica e le finiture, e l’arredo sarà pensato in modo flessibile, con materiali privi di sostanze tossiche, per un miglior comfort interno.

Siamo solo all’inizio!

3 gennaio

Come arredare una mansarda

Un esempio di travi a vista in una casa appena ristrutturata; siamo in Trentino, dove queste tipologie abitative sono piuttosto comuni.

Mi è capitato più volte negli ultimi anni di affrontare quello che chiamiamo “recupero del sottotetto”, ovvero la ristrutturazione ai fini abitativi di un locale non adibito in precedenza a tale scopo.

Sempre più nelle nostre città andiamo a sfruttare quell’”ultimo piano”, per andare incontro alla crescita di popolazione e il bisogno di alloggi.
Non entro nel merito di quella che è la vera e propria ristrutturazione, con relativo miglioramento energetico dell’appartamento, ma mi concentro su quello che è l’interno di questi ambienti a volte così particolari.

schizzo progettuale per una mansarda nel cuore di Milano

Quando ci troviamo a dover arredare una mansarda, specie se si tratta di case di vecchia costruzione, ci sono numerose incognite da valutare: la presenza di travi a vista o meno, la pendenza delle falde, la presenza di finestre in falda o abbaini, o ancora canne fumarie o pluviali, etc.
Un problema frequente è quello dell’ottimizzazione dello spazio, per la presenza di zone troppo basse per poter essere vissute.
Una soluzione può essere quella di creare delle armadiature basse che fungano come stoccaggio di qualsiasi oggetto o da ripostiglio, o addirittura creare veri e propri armadi con altezza variabile, magari di profondità tale da riuscire a ottimizzare lo spazio.

Armadio su misura e chiusura ripostiglio realizzati in una mansarda

Ci sono molti sistemi che possono risolvere questi problemi, ma proprio nel caso delle mansarde il nostro consiglio è quello di creare delle strutture autoportanti in alluminio che vadano a modellarsi direttamente sulla forma che ha il vostro sottotetto, in modo da sfruttarne l’intera luce; tali strutture sono pensate e progettate su misura secondo la pendenza, la presenza di travi e ovviamente sulle esigenze di ognuno.
Avremo internamente una struttura libera, attrezzata con cassetti, ripiani o appenderie, da potenziare o modificare in ogni momento, ed esternamente un sistema di chiusura con ante o pannelli in legno o del materiale più adatto per voi.
Un’armadio in mansarda così concepito può adattarsi facilmente alle pendenze, può essere a parete o servire per dividere due ambienti, magari nel caso si tratti di un open space. Potrà inoltre essere facilmente smontabile e riadattata per altre esigenze, magari diventare una struttura per una cucina, o per un mobile più piccolo.

struttura in alluminio autoportante realizzata per un sottotetto con profili in alluminio

esempio di dotazione interna: ripiani, cassetti e portapantaloni

 

 

2 gennaio

Di che colore siete?

La colorazione di una parete in camera da letto: il blu è un colore dalle proprietà distensive, ed è dunque particolarmente indicato per gli ambienti di riposo

Che colori ci sono all’interno della vostra casa? vi siete mai chiesti se questi influenzano il vostro comportamento, il vostro umore o semplicemente creano armonia o contrasti emotivi?

Provate a guardarvi intorno: quei colori li avete scelti voi! Perchè? perchè probabilmente vi “piacevano”.
La scelta dei colori in un interno determina in modo sostanziale il carattere del locale, e vanno quindi scelti con cura per non entrare in conflitto con quelle che sono le nostre attività.
Il colore crea un’esperienza emotiva, e agisce spontaneamente sulla nostra mente, e per questo è importante tanto quanto il materiale o la forma di un oggetto. Ad esempio il rosso è un colore vitale, che provoca eccitazione aumentando i battiti cardiaci, mentre il blu induce alla calma e alla tranquillità. Ci sono numerosi siti molto interessanti che spiegano come i vari colori hanno influenza sulle emozioni umane; ho letto di recente un articolo, che oltre che affrontare il tema psicologico del colore nello spazio, indirizza anche alla scelta di pitture ecologiche, particolarmente indicate per i nostri interni.

Quando pensiamo ad un armadio, ad una cucina, o a qualsiasi altro mobile pensiamo anche al fatto di volerlo “far sparire” o “far risaltare”; molto spesso se si usano colori neutri come dei bianchi o dei grigi si tenderà a creare una superficie uniforme con il resto della vostra casa. In altri casi pensiamo a colori più accesi, più di impatto: in una stanza si può pensare di dipingere un’intera parete di un bel rosso acceso o di un profondo blu, oppure progettare un armadio con delle ante colorate, come più ci aggrada.

Un esempio di una libreria progettata studiando la colorazione; una chiara influenza in questo caso data dall’arte di Mondrian.

La scelta va ponderata in modo da creare intorno a noi un ambiente che non ci crei ansia, o stati di disagio, e quindi va bilanciato.
Personalmente per scegliere ad esempio il colore di un mobile consiglio sempre di analizzare ciò che ci circonda, e vedere lo spazio nella sua totalità, dove sono presenti già diversi colori: il pavimento in legno o piastrelle, le pareti, gli altri arredi, etc.
Utilissimo nella progettazione di mobili su misura è l’uso di programmi di renderizzazione, dove ricreare la situazione reale aiuta tantissimo a comprendere quale scelta intraprendere.
Di seguito qualche esempio di un armadio per un ingresso, dove dopo numerose prove con colori piuttosto accesi si è optato invece per un grigio ghiaccio, che desse luce alla nicchia ma allo stesso tempo non incombesse su quello spazio già piuttosto piccolo.